Tecniche
protezione del busto/viso/bacino
Tecnica
di protezione da usare quando ci si gira
Tecnica
di protezione da usare quando ci si abbassa
Tecnica
di protezione per alzarsi
Il movimento per ogni individuo deve rappresentare un momento di piacere e benessere, può succedere però che chi ha problemi visivi o uditivi lo viva come una situazione frustante, piena di ansia e di paura. Per ridurre al minimo tale disagio, molto utili sono le tecniche di protezione, utilizzando in primo luogo le mani e se necessari alcuni oggetti il corpo è protetto da spiacevoli urti e incidenti.
Quando la persona con minorazione visiva urta o inciampa, chi lo affianca non deve assolutamente rimproveralo, ma deve aiutarlo a capire il perché di quell’incidente e proporgli modalità alternative di controllo dello spazio e del corpo. E’ bene prestare attenzione più ai successi che la persona raggiunge piuttosto che agli insuccessi.
I danni che si vengono a creare quando la persona con minorazione visiva, urta involontariamente e inaspettatamente con gli oggetti, spesso vanno di là del dolore fisico; le barriere più difficili da rimuovere sono le paure e le resistenze psicologiche che si instaurano dopo l’incidente.
Sia nel caso di bambini che devono ancora sviluppare e consolidare le abilità di movimento e di deambulazione nello spazio, sia di persone divenute non vedenti da adulte che quindi, dovranno essere rieducate ad usare in nuovi ambiti e con modalità diverse, le abilità sviluppate nel corso della vita, è molto importante che i primi tentativi di movimento autonomo siano effettuati nella massima sicurezza, in un ambiente privo di rischi e per quanto possibile motivante. In entrambi i casi, l’insegnante, l’educatore, il genitore, l’accompagnatore assumono un ruolo fondamentale, fungendo da "garanti" verso il mondo esterno.
La persona minorata della vista gradualmente, attraverso esperienze pratiche, muovendosi da spazi semplici a complessi, imparerà a codificare ed elaborare gli indizi ambientali ed attuare strategie di difesa efficaci.
Ogni essere umano quando è in grado di gestire e controllare lo spazio che lo circonda, si sente sicuro, ha stima in se stesso, è motivato a muoversi e fare esperienze, accrescendo la sua vita sociale, culturale, professionale.
TECNICHE PROTEZIONE DEL BUSTO/VISO/BACINO
Alzare la mano con il palmo rivolto verso l’esterno (parte della mano più adatta ad attutire i colpi), ad altezza tale da proteggere il naso e spostata di circa 10-15 cm in avanti. Il gomito deve formare un angolo di 90°.
L’altra mano va a posta davanti alla pancia, a circa 10 cm di distanza, con il dorso rivolto verso l’esterno e le dita orientate verso il fianco, leggermente aperte, mentre il braccio va tenuto un po’ staccato dal busto.
I muscoli della mano devono essere rilassati, perché in caso contrario, un eventuale urto acuirebbe la sensazione di dolore.
Questa tecnica si dovrebbe usare quando si cammina, soprattutto in ambienti poco conosciuti o che si presentano caotici. Naturalmente tanto più la persona non vedente ha sviluppato capacità percettive sensoriali vicarianti tanto più userà le tecniche di protezione solo al momento d’effettivo bisogno, cioè solo di fronte ad un ostacolo.
(FOT O/DISEGNO 1)
TECNICA DI PROTEZIONE DA USARE QUANDO CI SI GIRA
Il non vedente deve piegare il braccio del verso cui si gira, tenendo il gomito all’altezza della spalla. La mano rimane aperta davanti al viso, a circa 20 cm di distanza, con il dorso rivolto all’interno.
L’altro braccio va tenuto piegato davanti alla pancia, con il palmo rivolto verso l’esterno, le dita orientate verso l’alto, un po’ al di sotto del gomito opposto.
(FOTO/DISEGNO 2)
TECNICA DI PROTEZIONE DA USARE QUANDO CI SI ABBASSA
Per abbassarsi evitando ogni incidente, il non vedente dovrebbe tenere una mano davanti al viso alla distanza di circa 10 cm, con il palmo girato verso l’esterno. Le dita rimangono leggermente aperte orientate verso l’alto, mentre il gomito è rivolto verso il basso.
L’altro braccio esplora lo spazio davanti al corpo, avviando se necessario movimenti di ricerca. La tecnica sarà più sicura inoltre se, il movimento di abbassarsi, è fatto piegandosi sulle ginocchia, mantenendo la schiene eretta e non piegare il busto a novanta gradi.
(FOTO/DISEGNO 3)
TECNICA DI PROTEZIONE PER ALZARSI
Il non vedente quando si alza (esempio: dopo aver raccolto un oggetto da terra, magari vicino al lavandino o sotto il tavolo), può aumentare la sua sicurezza se con una mano, copre la nuca, tenendo il palmo rivolto verso l’interno.
L’altro braccio cerca un appoggio o rimane disteso di fianco.
(FOTO/DISEGNO 4)
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